CeccarelliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 2 giugno 2026 – «Fra dieci anni forse nessuno di noi ricorderà cosa avesse da fare in questo fine settimana. Non ricorderemo una commissione rimandata, un pranzo, una serie tv, una giornata sul divano. Ricorderemo però la città che avremo costruito nel frattempo. Perché le città cambiano lentamente, una scelta alla volta, e qualche volta una di quelle scelte passa da una cabina elettorale. Domenica e lunedì ad Arezzo non si sceglie soltanto un sindaco. Si sceglie che idea di città vogliamo. Votare Vincenzo Ceccarelli significa scegliere una città più giusta, più aperta, più attenta ai quartieri, alle frazioni, ai servizi, alle persone che fanno più fatica. Una città che non si accontenta di qualche evento ben riuscito, ma che vuole funzionare ogni giorno: nelle strade, nelle scuole, nella cultura, nel sociale, nell’ambiente, nella cura degli spazi pubblici. Marcello Comanducci rappresenta una continuità che Arezzo conosce già. La Città del Natale ha portato visibilità, certo. Ma amministrare non significa costruire una vetrina: significa governare una comunità.