Notte dei Musei 2026 (foto di Giulia Bruno)

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Il 23 maggio 2026, la Notte Europea dei Musei ha trasformato Cosenza e Rende in un territorio attraversato dalla curiosità.

Di giorno un museo insegna. Di notte osserva. La Notte Europea dei Musei continua ad avere qualcosa di stranamente magnetico. Prende luoghi che raccontano il passato e li costringe a smettere di abitare il loro tempo immobile. Il sole che si è alzato sul giorno del 23 maggio ha preso quegli spazi fatti di teche e corridoi e li ha tirati fuori dalla loro normalità fatta di visite scolastiche e di cartellini esplicativi per portarli in un presente che vibra.

Un presente in cui sono ancora tantissime le persone che approfittano dell’ingresso gratuito per invadere pezzi di territorio che spesso restano confinati sullo sfondo della routine. Non è successo solo tra i cubi dell’Università ma ha attraversato l’intero territorio tra Cosenza e Rende. In Via Cavour, al RiMuseum la musica, curata dai ragazzi del Conservatorio “S. Giacomantonio” ha incrinato la quiete abituale di quelle stanze. Si è mescolata con i giochi dei bambini sull’inquinamento da plastica e i vecchi computer al MIAI: reperti di una civiltà passata.