«A un certo punto ho pensato che non fosse tennis, ma qualcos’altro». Anche noi, Matteo. È appena passata l’una di notte e Matteo Arnaldi ne ha compiuta un’altra delle sue, andando a vincere contro l’americano Frances Tiafoe dopo oltre cinque ore di montagne russe: una partita al quinto set totalmente folle e priva di alcun filo logico. Diciamo la verità, sono le partite più belle da portarsi a casa.

Il giocatore ligure raggiunge così ai quarti di finale del Roland Garros Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che nel pomeriggio avevano portato a casa la pelle. Per la prima volta nella storia tre azzurri approdano ai quarti di un torneo Slam. Abbiamo perso il Re, ma lungo la strada abbiamo trovato tre valorosi moschettieri. Due dei quali – i due Matteo – si sfideranno mercoledì in un inedito derby. L’Italia ha già un semifinalista Slam. Lo avevamo già detto che questo è lo Slam più pazzo degli ultimi anni?

Però meglio non montarsi la testa. Questi ragazzi restano degli underdog, degli inseguitori, anche se sognare sembra diventato improvvisamente lecito. «Vincerà chi sogna di più» è il leitmotiv di questi ultimi giorni.

A staccare per primo il pass per i quarti di finale era stato Flavio Cobolli, a cui capita sempre più spesso di partire da favorito. Un riconoscimento, non necessariamente un vantaggio. «I almost shit on my pants at the end», ha spiegato nell’intervista a bordo campo ai microfoni di Caroline Garcia, ironizzando sulla prestazione contro l’outsider californiano Zachary Svajda, che sembrava filare via senza intoppi e che invece si è terribilmente complicata nel quarto set.