C’è il rider che corre davanti a un tram di Nizza, quello che sorride nei pochi secondi pausa tra un ordine e l’altro, un altro che guarda l’orologio per le strade di Torino. I loro volti sono i protagonisti delle gigantografie esposte ai giardini Sambuy, davanti alla stazione di Porta Nuova, fino alla fine della settimana. I dieci scatti sono del fotografo cuneese Mauro Raffini, mentre la curatela è di Sandra Raffino. Si tratta di un “evento off” della mostra “Riders… sfrecciano via veloci” andata in scena nei locali di Casa Giglio dal 10 aprile al 22 maggio. La mostra è stata inserita nel circuito EXTRA di Exposed Torino Photo Festival. Tra i partner: Ammi – Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali, Casa Giglio e Giardino Forbito. Dei cinquanta scatti esposti in quel contesto ne sono stati poi selezionati dieci, quindi ingranditi e posizionati non a caso nel giardino di piazza Carlo Felice (in collaborazione con Giardino Forbito): «Si tratta di uno dei punti di ritrovo dei rider torinesi» spiega Raffini. In effetti li si vede transitare spesso velocemente attraverso la vegetazione del parchetto. Nei loro volti ci sono le ambizioni e i sogni di migranti arrivati a Torino per costruire un’esistenza migliore. «Li vedevo girare in città durante il lockdown – racconta Raffini – anche se in tutta Europa esistono da almeno dodici anni». Si stima che nel continente ce ne siano più di 5 milioni. Tremila corrono in bicicletta, con i loro borsoni cubi, soltanto a Torino. «Vengono per lo più da Bangladesh, Pakistan, Senegal, Nigeria – continua Raffino – e sono accomunati dall’assenza di un contratto preciso e chiaro, che però li subordina a un padrone “immaginario”, cioè l’algoritmo». Sono gli ultimi, anzi gli ultimi fra gli ultimi: «Anche nella nostra città nessuno li nota più – dice Raffini – e perciò, quando mi avvicinavo con la macchina fotografica, avevano piacere di parlare e di raccontarsi, senza timidezza ma con la voglia di condividere la loro esperienza. Finalmente qualcuno provava a vederli nella loro umanità».
Sogni, dolori, desideri dei rider torinesi nei ritratti di Mauro Raffini
La mostra del fotografo ai giardini Sambuy: «Nei loro volti ci sono le ambizioni e i sogni di migranti arrivati a Torino per costruire un’esistenza migliore»










