Le date aiutano a capire il quadro. Il 6 maggio il senatore Ernesto Rapani, di Fratelli d’Italia, rende noto di aver ricevuto dal sottosegretario ai Trasporti Antonio Iannone rassicurazioni sulla riapertura della tratta ferroviaria jonica tra Sibari e Crotone. La linea, chiusa dall’ottobre 2025 per consentire lavori di manutenzione straordinaria, consolidamento ed elettrificazione, dovrebbe tornare operativa entro il 30 giugno 2026. Lo si evince da quella nota di Rapani in cui sottolinea un passaggio “importante e rassicurante”, arrivato dopo aver chiesto “chiarezza e certezze” sul futuro dell’infrastruttura con un’interrogazione parlamentare. Poco più di tre settimane dopo, il 30 maggio, arriva un’altra notizia. Busitalia Rail Service, società del gruppo Ferrovie dello Stato, interrompe i collegamenti diretti su gomma tra la Calabria e diverse città del Nord Italia, tra cui Milano, Verona, Genova, Torino e Bologna. Le prenotazioni vengono sospese e Roma Tiburtina diventa il principale nodo di interscambio. Una decisione criticata dalla vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, che presenta un’interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dell’Economia. Secondo la parlamentare, la soppressione delle corse renderà più lunghi e complessi gli spostamenti dei calabresi verso il Nord.Il 1° giugno, infine, la stessa Busitalia annuncia l’attivazione di due nuovi collegamenti diurni, in partenza dal 1° luglio, tra la Calabria e Campania e Puglia. Quattro le nuove corse giornaliere annunciate tra Crotone e Salerno e altre quattro tra Crotone e Bari.