Da qualche mese al Cairo è aperto il Great Egyptian Museum, una nuova e gigantesca struttura con vista diretta sulle Piramidi e sulla Sfinge; ma per quanto l’attrattiva del Gem sia enorme (contiene, fra l’altro, i quasi 6 mila oggetti del tesoro di Tutankhamen, una meraviglia), ci sono parecchi turisti in arrivo dall’estero che chiedono innanzitutto di vedere Mimi, la femmina di cane mascotte che si aggira in piena libertà fra le sale del Museo. “È molto ben educata” testimonia Fabrizia Canepa, una veterinaria italiana che ha lavorato per anni con gli animali in Egitto, “si fa ricoprire di coccole senza mai disturbare nessuno, e va sempre e solo a fare i bisognini nei siti predisposti per lei”. In origine era una cucciola randagia che cominciò ad avvicinare il cantiere quando c’era un via vai di muratori, adesso che è una giovane cagna non si mostra affatto turbata dalle folle del Great Egyptian Museum. Lei non lo sa, ma il direttore del Museo ha decretato che questa sia per sempre casa sua, e che vi debba essere ospitata e nutrita finché vive.

Un dettaglio da non trascurare: siccome gli esseri umani possono essere amichevoli con i cani, ma possono essere anche molto cattivi, gli addetti alla sicurezza del Gem vegliano anche perché nessuno faccia del male a Mimi, o la porti via come trofeo, o magari le dia qualche polpetta avvelenata solo per il gusto di ucciderla. Eh sì, è necessario prendere le misure del mondo per quello che è, e regolarsi di conseguenza.