Il vecchio Museo Egizio del Cairo, nella centralissima Piazza Tahrir, ha un suo fascino ottocentesco: i reperti sono sistemati secondo lo stile e la logica dell’archeologia eroica, quella (per intenderci) della serie di film “La mummia”. Ma adesso la capitale dell’Egitto ospita anche un altro Museo Egizio, inaugurato da pochi mesi, di dimensioni molto maggiori, posizionato vicino alle Piramidi e alla Sfinge, e strutturato in base a un progetto innovativo. La nuova istituzione si chiama Gem – Great Egyptian Museum – e non ha svuotato la precedente: vi è stato trasferito il tesoro di Tutankhamon assieme a una quantità infinita di altro materiale. Però il vecchio Museo Egizio resta aperto e pieno di oggetti che prima giacevano impacchettati in magazzino. Come se non bastasse, dal 2021 è operativo al Cairo un altro colosso, cioè il Museo nazionale della civiltà egiziana, che non è precisamente un altro Museo Egizio, visto che ha prospettive più ampie (incluse quelle copta e islamica), ma contiene pure un’imponente Sala delle Mummie.
La maschera funebre di Tutankhamon (foto di Luigi Grassia)
Decisamente, se si parla di archeologia l’Egitto non ha problemi né di quantità né di qualità. E oltre che di reperti, l’Egitto è ricco di destinazioni ancora da valorizzare: per esempio, a Saqqara ci sono alcuni gioielli che di solito il turismo organizzato trascura. Ne parleremo in coda a questo reportage. Ma prima, spazio al vero protagonista, il nuovo Grande Museo Egizio.






