Quelli evocati dall’enigmatica Sfinge corrosa e carica di tempo millenario e quelle strombazzate e non ancora pervenute nelle gigantesche sale di disneyana spettacolarizzazione del nuovo spigoloso luminoso e geometrico GEM, il Grand Egyptian Museum progettato vista piramidi in Piazza El Remayah lungo l'autostrada Cairo-Alessandria dallo studio irlandese Heneghan Peng che ha per l’ennesima volta rimandato l’opening ufficiale “causa guerra israelo-iraniana-palestinese””.
Infatti la celebre maschera di Tutankhamon che avrebbe dovuta essere già esposta assieme al suo prezioso tesoro giace ancora nello storico, suggestivo e “polveroso” museo archeologico progettato nel 1895 dal francese Marcel Dourgon in piazza Tahrir nel cuore del Cairo e aperto nel 1902. E così sarà fino al prossimo dicembre salvo altri rinvii. Perciò, a meno di accontentarsi di visitare, guidati, solo tre sperticati spazi (la Sala Grande, la Piazza dell’Obelisco e la sezione dedicata ai bambini oltre l’area del giardino) ritagliati in un complesso, allestito secondo l‘impostiva regia “immersiva” attuale, di 500mila metri quadrati equivalenti a 70 campi di calcio in stand-by - annunciati dalla colossale statua di Ramses II alta dodici metri e pesante 83 tonnellate - è opportuno riscoprire e rivivere la magia desertica scandita dalle tre piramidi più famose della storia e dalla Sfinge medesima che distano solo tre chilometri dal GEM ancora in between.








