L'unità di misura della tensione elettrica potrebbe un giorno chiamarsi "volta" anziché "volt". La proposta arriva dall'Italia ed è stata presentata nei giorni scorsi da Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, durante un incontro a Parigi con Annette Koo, direttrice generale del Bureau International des Poids et Mesures (BIPM), l'organizzazione internazionale che sovrintende al Sistema Internazionale delle unità di misura (SI).
L'iniziativa mira a rendere omaggio ad Alessandro Volta, il fisico comasco considerato uno dei pionieri dello studio dell'elettricità e inventore della pila elettrica. Secondo quanto sostenuto dal Governo, il termine "volt" rappresenterebbe un'eccezione all'interno delle unità di misura dedicate a grandi scienziati, poiché non conserva integralmente il cognome dell'inventore a cui è dedicato.
Attualmente il volt, identificato dal simbolo "V", è l'unità di misura della differenza di potenziale elettrico ed è utilizzato universalmente in ambito scientifico, industriale e tecnologico. La sua denominazione è in vigore da oltre un secolo e costituisce uno degli elementi fondamentali del Sistema Internazionale.










