Le unità di misura prendono quasi sempre il nome dello scienziato a cui sono dedicate. Il governo italiano ha avviato la procedura per recuperare la «A»

L'Italia vuole indietro una vocale e chiede al mondo che l'unità di misura della tensione elettrica, il Volt, torni a chiamarsi come a chi è dedicata, cioé «volta», come Alessadro Volta, quel signore di Como che nel 1800 inventò la pila dando inizio all'era dell'elettricità. Il sottosegretario Alessio Butti è volato a Parigi e, a margine della ministeriale G7 su digitale e tecnologia, si è rivolto al Bureau International des Poids et Mesures (BIPM) , l'istituzione che che definisce le unità di misura a livello internazionale, per avviare una pratica ufficiale.

L'attuale denominazione "volt" costituisce un'eccezione nel sistema internazionale: tutte le altre unità commemorative mantengono integralmente il cognome dello scienziato. Il watt si chiama watt (da Watt). L'ampere si chiama ampere (da Ampère). Il newton è newton (da Newton). Il pascal è pascal (da Pascal). E poi arriva Volta, uno dei più grandi scienziati italiani di sempre, al quale è stata mozzata la «A». Probabilmente è stata una scelta inconscia di di anglicizzazione: in inglese i nomi non finiscono quasi mai per vocale aperta e «volt» probabilmente suonava più naturale. Recuperare la «A» significherebbe allinearsi a una convenzione già in vigore per le altre unità di misura.