Verdetto duro da digerire e da mandare giù per la Fermana. Nei 120 minuti del Recchioni, la squadra gialloblù ha dimostrato di avere qualcosa in più tecnicamente rispetto alla Pietralunghese, ma questo se vogliamo era il segreto di Pulcinella. Al momento degli incroci era ben noto il fatto che la sfida con la squadra di Pietralunga, sulla carta, fosse ben più abbordabile rispetto all’eventuale secondo turno con Ilfamaddalena oppure Viareggio. Basta vedere gli organici a disposizione, l’esperienza dei tecnici e anche la storicità della piazza per capire che tra le tre possibili avversarie, quella umbra era la più alla portata. Ecco perché non sorprende troppo la gara di domenica, sfida in cui la Fermana ha dimostrato la sua superiorità a suon di occasioni da rete, con uno spessore della rosa superiore (gli umbri hanno perso Mangiaratti nel primo match e in corso della gara Esposito) sia per qualità che per profondità rispetto agli avversari. Certo è che i calci di rigore hanno un’ampia percentuale di imprevedibilità intrinseco, dovuto al momento e alle situazioni, quindi sono imponderabili nell’esito finale. Ma la qualificazione non è svanita al Recchioni domenica: è scivolata dalle mani a Pietralunga (dove la Fermana fece il ritiro pre campionato in C, estate 2018, ndr) nel match di andata di una settimana fa. Con un approccio alla gara morbido, impalpabile e passivo. Con 20 minuti di calcio intenso nei quali la Pietralunghese ha colpito duro per poi abbassarsi e attendere spazi in contropiede, poi non sfruttati. Per la Fermana la reazione era arrivata con conclusioni spesso dalla distanza, che però hanno soltanto esaltato le doti del portiere locale senza trovare il bersaglio grosso, cioè il gol. In quella partita si è sentita moltissimo la ruggine dei 30 giorni di stop dopo i playoff bypassati per l’enorme distacco sulla terza in classifica. La Pietralunghese in quel mese invece ha disputato l’ultima stagionale in casa dell’Angelana, poi una settimana di stop e infine la finalissima in casa col Tavernelle. Quindi due gare vere in più e contro avversari di livello: l’Angelana ha chiuso al primo posto volando in D e il Tavernelle al quarto. Tutto utile per mettere benzina nelle gambe e tenere alto il ritmo partita. Cosa che i due impegni amichevoli della Fermana, contro le giovanili di Recanatese e Maceratese, non hanno portato alla causa gialloblù. Un peccato enorme per il percorso fatto, ma anche per le tante occasioni mancate: quella negli spareggi nazionali è evidente, ma ci sono anche il vantaggio di +6 dilapidato in campionatoe le due gare da mangirsi i gomiti con Montecchio e Montegranaro. Ma ora recriinare non serve a nulla: ciò che serve è ripartire subito. E guardare avanti con scelte immediate.