Garessio – È stato estratto vivo dopo 12 ore, il giovane speleologo rimasto intrappolato ieri a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, sulle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo. Si è concluso alle 5.40 di questa mattina l'intervento di soccorso che ha visto impegnati 42 tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico di Piemonte, Lombardia e Liguria che hanno lavorato incessantemente dalle 17 di ieri per salvare lo speleologo, rimasto bloccato a 120 metri di profondità. Il giovane, il ventenne Nicolò Astori, residente nell'entroterra tra Spotorno e Finale, è riuscito a uscire dalla grotta in autonomia, coadiuvato dai soccorritori: una gamba gli era rimasta bloccata poco prima delle 17 di ieri ed è stato salvato grazie a una complessa operazione di soccorso; dopo l’uscita è stato trasferito in ambulanza all'ospedale di Mondovì per accertamenti sulla gamba rimasta ferita a causa della caduta di un masso. Daniele Fontana, vicepresidente regionale del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, ha raccontato che “in interventi così complessi non si può mai prevedere la durata. Se avessimo dovuto utilizzare la barella, sarebbero occorsi 2 o 3 giorni, probabilmente, per allargare alcuni stretti passaggi. Per sollevare il masso che bloccava la gamba dello speleologo è stata utilizzata una tecnica innovativa, sinora usata solo durante le esercitazioni: si tratta di una serie di materassini pneumatici, che hanno permesso di spostare gradualmente la pietra, fino a liberare l'arto”. Fontana ha elogiato la tempestività dei soccorsi: “In pochissimo tempo siamo riusciti a radunare una squadra composta da decine di elementi, e grazie alla disponibilità di Azienda Zero Piemonte, soccorritori e materiale sono stati trasferiti in zona rapidamente. Tutte le forze dell'ordine, oltre a Prefettura e Questura, hanno risposto con rapidità alle diverse richieste e necessità, permettendo così di intervenire con velocità ed efficacia”.