Parlare soltanto di missioni spaziali sarebbe riduttivo. Semmai, il bilaterale tra Italia e Giappone, che si è svolto tra il 28 e il 29 maggio, è servito ad alimentare un «ecosistema» di collaborazioni grazie a nuovi accordi scientifici e industriali. A sostenerlo è chi, durante le Consultazioni di Tokyo, ha svolto un ruolo centrale, ovvero l’Agenzia spaziale italiana (Asi), che si è confrontata direttamente con l’equivalente nipponica Jaxa. Questo ecosistema, per il presidente dell’Agenzia Teodoro Valente, deve includere tutto quello che sta attorno - dalle istituzioni alle imprese - in modo da diventare una leva di crescita complessiva. Un’opportunità aiutata anche dal rapporto solido tra i due Paesi, che trova testimonianza nel sostegno del Giappone alla presidenza di Valente nel Comitato dell’Onu per l’uso pacifico dello spazio extra atmosferico (Copuos) per i prossimi due anni. L’insediamento è previsto nei prossimi giorni.
Presidente, quali sono i principali risultati emersi dal bilaterale di Tokyo?
La cooperazione tra Asi e Jaxa si è intensificata su diversi fronti, in linea con l’action plan 2024-2027. Gli obiettivi non riguardano solo le nuove missioni spaziali: noi vogliamo creare un ecosistema di collaborazione tra i “mondi spazio”, includendo istituzioni, imprese e centri di investimento che sono in grado di generare innovazione, occupazione qualificata e nuova opportunità di mercato. Queste Consultazioni hanno preparato il terreno per la prossima visita in Italia del primo ministro giapponese prevista intorno alla metà di giugno: arriviamo con la visione condivisa di considerare lo spazio non solo come ricerca scientifica ed esplorazione, ma anche come leva strategica per l’innovazione, per la competitività industriale e per la crescita economica.







