In Italia ci sono progetti di energia pulita già approvati del valore di 12 miliardi. Riguardano piani per nuove installazioni di eolico e fotovoltaico che potrebbero avere un effetto immediato sulle bollette di famiglie e imprese. Fin qui le buone notizie. La cattiva è una sola, ma derimente: sono progetti in attesa di essere allacciati alla rete di distribuzione. Il problema che ciò determina è evidente, perché le congestioni fisiche e amministrative pesano sulle tasche dei consumatori e minano la possibilità che l’Italia rispetti le scadenze riguardanti la transizione energetica previste a livello europeo: già ora i colli di bottiglia della rete locale minacciano gli obiettivi italiani in materia di energia pulita per il 2030, mentre la dipendenza dal gas diventa sempre più onerosa

Ad accendere i riflettori sulla questione è un nuovo rapporto redatto dalla società di consulenza Afry su incarico di Beyond fossil fuels. L’indagine rivela che in Italia vi sono progetti nel settore delle energie rinnovabili e dello stoccaggio per un valore appunto di 12 miliardi di euro in attesa di allacciamento alla rete di distribuzione. L’aumento delle richieste di connessione alla rete in bassa tensione da parte di impianti come fotovoltaico, pompe di calore e veicoli elettrici sta mettendo sotto forte pressione l’infrastruttura elettrica del Paese. Senza interventi mirati, questa crescente congestione della rete potrebbe ritardare la transizione energetica del Paese e consolidare la dipendenza dalle costose importazioni di gas fossile.