Un modello integrato che consenta a Regione, Ufficio scolastico regionale del Mim, scuole, all’Agenzia regionale per il lavoro e all’Inps di agire in modo coordinato per superare le difficoltà fin qui incontrate dall’apprendistato duale. È la strada seguita con «Scuola per il lavoro», iniziativa sperimentale annunciata dall’assessorato regionale allo Sviluppo economico della Puglia, che prenderà avvio dal prossimo anno scolastico.
In Puglia l’apprendistato duale è stato introdotto già dall'anno 2021/2021. Ma i risultati sono stati finora al di sotto delle aspettative. Una spia indiretta ma chiara delle difficoltà di applicazione sta soprattutto nella progressiva contrazione dei corsi e del numero di ragazzi coinvolti. Nei cinque anni lo strumento viene utilizzato in Puglia gli iscritti sono passati, al III anno, dai 43.506 del 2020 ai 40.684 del 2025; al IV anno, da 39.818 a 37.918; al V, da 37.684 a 36.586. Altrettanto si può dire dei corsi attivati, calati dai 39 dei 2020 ai 23 di quest’anno. “Scuola per il lavoro” nasce appunto per individuare formule capaci di invertire la tendenza.
Le criticità dell'apprendistato duale in Puglia
«L’apprendistato», spiega a Italia Oggi Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, già rettore del Politecnico di Bari, «è strumento in teoria molto positivo. Ma il diavolo, come si dice, è nei dettagli. Quando dalla teoria si passa alla pratica, ci si imbatte in alcune difficoltà applicative».


