«Le cattive pratiche raccolgono velocemente seguaci». Tra gli arazzi del Quirinale risuonano le note di Rossini e Mozart. È la vigilia della Festa della Repubblica e nel Salone dei corazzieri siedono i rappresentanti del corpo diplomatico accreditato in Italia.Tutti, compresi quelli di Israele e Iran, mentre non sono stati invitati al concerto dell’orchestra del teatro dell’Opera di Roma i rappresentanti di Russia e Bielorussia, così come accade dal 2022. Si celebra «l’autentica svolta democratica» sancita col referendum del 2 giugno 1946, gli 80 anni della Repubblica. Quel voto con cui il popolo italiano reduce dalla guerra e dal ventennio fascista si aprì a un futuro di «pace, democrazia e giustizia sociale». E scelse quei principi che di lì a poco sarebbero stati scolpiti nella Costituzione. A cominciare, ricorda Sergio Mattarella, dal «ripudio della guerra per regolare vertenze internazionali», e dalla «scelta di condividere sovranità con altri popoli in condizione di parità» che avrebbe portato all’adesione di Roma all’Unione europea e agli organismi sovranazionali.
2 giugno, Mattarella: «La legge vinca sulle armi. Libano colpito indebitamente»
«Le cattive pratiche raccolgono velocemente seguaci». Tra gli arazzi del Quirinale risuonano le note di Rossini e Mozart. È la vigilia della Festa della Repubblica e nel Salone...










