La festività del 2 giugno segna quest’anno l’80esimo anniversario della Repubblica. Il 2 giugno del 1946, infatti, è la storica data in cui l’Italia cambia la propria forma istituzionale. Attraverso uno strumento democratico affidato alla sovranità popolare, il referendum, la monarchia viene sostituita con la Repubblica parlamentare.

"Una svolta epocale", ricorda Annalisa Cegna, direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza "Mario Morbiducci" e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze della formazione all’Università di Macerata. "Pur nel clima teso di quel momento – sottolinea la docente – non va dimenticato che al referendum si arrivò dopo vent’anni di dittatura fascista, una guerra sanguinosa e una dura lotta di Liberazione costata innumerevoli vite umane".

I maceratesi come si espressero?

"Quasi i due terzi votarono per la Repubblica; più di diecimila elettori nel comune di Macerata, pari al 61,6% e quasi centocinquemila in tutta la provincia, dove la percentuale dei voti repubblicani fu del 65,1%. Il comune più convintamente repubblicano fu Esanatoglia (88%) e percentuali molto alte (oltre il 70%) si registrano anche a Matelica, Monte San Giusto, Civitanova Marche e Porto Recanati".