Quattro conferme e due nuovi ingressi, per un totale di sei nomi premiati dalle urne, e un ruolo tecnico per il quale si pensa a una donna. È questa, allo stato attuale delle trattative, la traccia più accreditata per la composizione della nuova Giunta (giovedì la presentazione ufficiale) che il sindaco Marco Panieri sta definendo in queste ore, tra equilibri politici, risultati elettorali e una redistribuzione delle deleghe destinata a ridisegnare il perimetro dell’azione amministrativa dei prossimi anni.

Il modello, di fatto, ricalcherebbe quello già sperimentato nel 2020: cinque assessori espressione del Pd, un rappresentante della lista civica Imola Corre (sei anni fu Elena Penazzi) e un tecnico esterno (al tempo Michele Zanelli). Oggi la struttura verrebbe riproposta, ma con alcuni equilibri interni profondamente rivisti.

Gianna Gambetti, subentrata a inizio 2025 a Fabrizio Castellari, secondo le ultime valutazioni sarebbe sempre più defilata e destinata a rimanere fuori dalla nuova squadra di governo. Una scelta che si inserisce in un ragionamento più ampio di redistribuzione del consenso emerso dalle urne e di riorganizzazione delle deleghe chiave.

Nel nuovo assetto, infatti, alcune conferme appaiono ormai consolidate. Tra queste quella di Pierangelo Raffini, che potrebbe mantenere un ruolo centrale ma con una rimodulazione delle competenze: per lui si profila la conferma della responsabilità del Centro storico e delle Attività produttive, mentre i Lavori pubblici uscirebbero (un po’ a sorpresa) dal perimetro delle sue deleghe. E soprattutto, elemento ormai dato per molto probabile, il Bilancio verrebbe sottratto alla politica e affidato al profilo tecnico.