HomeMilanoCronacaSesto, Terzo polo fuori dal campo largo: "Candidato imposto dal Pd, diciamo no"Cittadin* Sestesi, Azione e Italia Viva denunciano la mancata condivisione delle scelte da parte dei DemPaola Morsiani, ex vicequestore e ora candidata sindaco del Partito DemocraticoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSesto ha bisogno di un’alternativa vera, non di una somma algebrica di sigle, non di un percorso dove uno decide e gli altri devono semplicemente ubbidire". Muore in culla il campo largo del centrosinistra, che il prossimo anno spera di tornare a governare dopo dieci anni di opposizione. Dopo la prima uscita pubblica dell’ex vicequestore Paola Morsiani – in un evento del Pd con una locandina che non le ha neanche "regalato" un ruolo, vecchio o attuale – arrivano le bordate di un pezzo di alleati.
"Per mesi, tutte le forze di opposizione si sono sedute allo stesso tavolo con l’obiettivo di mettere da parte le geometrie dei partiti nazionali. Volevamo evitare gli errori del passato e correre divisi – raccontano Cittadin*Sestesi, Azione e Italia Viva –. Per mesi abbiamo lavorato su priorità e profilo ideale del candidato. Noi abbiamo messo in campo idee, progetti e nomi in modo leale e trasparente". Mentre gli incontri si susseguivano, il Pd portava Morsiani in tour nei circoli e sui giornali locali. "La persona proposta dal Pd, nonostante espressi inviti, non è mai stata presentata al tavolo: abbiamo saputo della sua idea di città direttamente dalla stampa. Se la sua figura fosse il pilastro di un progetto comune, quel tavolo sarebbe stato il battesimo naturale. Una candidatura non è un nome da imporre, ma la figura chiamata a guidare una coalizione, a rappresentare un progetto condiviso e, in caso di vittoria, a governare con quelle stesse forze. Se si viene convocati solo per allargare il campo, raccogliere voti e portare consenso, senza poter incidere, non si è partner di una coalizione: si è solo comparse. E una coalizione così disordinata, anche se trovasse i numeri per vincere, non avrebbe solidità per governare".










