Col tradizionale corteo per le vie del centro storico e la cerimonia all’ossario che custodisce i resti dei caduti sul campo, ancora una volta Melegnano celebra la battaglia dell’8 giugno 1859, quando, nell’ambito della Seconda guerra d’indipendenza, le strade della città ospitarono lo scontro fra gli austriaci fuoriusciti da Milano e i franco-piemontesi reduci dalla vittoria di Magenta. La battaglia, che si concluse con la vittoria franco-piemontese al termine di una lotta fra le più cruente (1900, nel complesso, le perdite nei due schieramenti) sarà ricordata domenica 7 giugno. Alle 17.45 un corteo di autorità locali e associazioni partirà da via Zuavi per raggiungere l’ossario di via Vittorio Veneto, dove una corona di alloro verrà deposta ai piedi del monumento ai caduti. Il tutto accompagnato dalla fanfara dei bersaglieri. In serata, alle 21, il cortile d’onore del castello mediceo ospiterà un "concerto a lume di candela", con melodie degli anni Cinquanta a cura del trio "Le donne". Tutte le iniziative sono promosse dal Comune in accordo con la sezione locale della Pro Loco. E così, anche quest’anno si è deciso di perpetuare il ricordo di uno dei combattimenti che scandirono il Risorgimento, col lungo e sofferto percorso dell’Italia verso l’unificazione del territorio e l’indipendenza politica. Stando alle testimonianze dei cronisti dell’epoca, la battaglia di Melegnano fu molto sanguinosa, ancorché breve. L’inizio degli scontri coincise con un violento temporale. L’acquazzone rese presto inutilizzabili i fucili a pietra focaia, costringendo i soldati, in particolare gli zuavi francesi, a un violento corpo a corpo. Asserragliati nel cimitero cittadino, gli austriaci dovettero ben presto arrendersi alla furia dell’attacco francese e ripiegare verso Lodi. A Melegnano esiste tuttora una strada, via Zuavi, che ricorda quegli avvenimenti e i luoghi teatro dei combattimenti. A. Z.