di Elisa Calessilunedì 1 giugno 20264' di letturaLa trappola si avvicina e chi nel Pd ha più esperienza già la vede. Arriverà quando si insedierà il tavolo delle regole, la commissione con rappresentanti di tutti i partiti del centrosinistra per stabilire, nei dettagli, i meccanismi della competizione ai gazebo, quella con cui si sceglierà il candidato premier. Se, infatti, passa lo Stabilicum, la nuova legge elettorale del centrodestra, sarà obbligatorio indicare, prima del voto, il presidente del Consiglio a cui si propone venga affidato l’incarico. E anche i più restii tra i dem alla pratica dei gazebo, si stanno rassegnando all’idea che altri modi non ce ne sono. O meglio: l’unico altro modo possibile un tavolo tra leader- è persino peggiore per Elly Schlein, visto che i veti degli uni rispetto agli altri costringerebbero alla scelta di un “terzo” nome. Si torna dunque alle primarie e al grande pericolo che in tanti, tra i dem, intravedono: ossia le regole-capestro che Giuseppe Conte vorrà imporre e a cui il Pd dovrà cedere, come ha ceduto in tanti altri casi. Pena, non fare le primarie o rinunciare all’alleanza con il M5S.IL PRECEDENTE

Non è la prima volta, del resto, che sulle regole delle primarie si scatena una guerra fortissima tra i candidati. Accade lo stesso nel 2012, quando si dovette stabilire il regolamento per scegliere il candidato premier della coalizione Italia Bene Comune. Competizione a cui fu ammesso, oltre a Pierluigi Bersani, allora segretario del Pd, anche Matteo Renzi. Si decise di fare primarie a doppio turno.