Un cane con la sua padronaE’ la classica questione giusta posta nella maniera sbagliata, quella sollevata dal sindaco di San Giorgio su Legnano, il quale ha proposto un contributo di 20 euro da parte dei proprietari di cani alle famiglie con figli.
Giusta perché la crisi demografica è un fatto reale, così come l’ideologica antropomorfizzazione dei cani che ormai si cerca di imporre a tutti, per cui guai a far notare che in alcuni luoghi pubblici forse è il caso che restino fuori, soprattutto certe razze. E le istituzioni hanno il dovere, prima ancora che il diritto, di prendersi in carico queste problematiche.
Non è tuttavia contrapponendo genitori a proprietari di cani che si affronta il discorso, per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto, banalmente, perché una coppia può avere sia figli sia cani, dunque appartenere a entrambe le categorie. In secondo luogo perché si entra in una sfera privata dove invece le istituzioni non dovrebbero avere voce in capitolo, in quanto la decisione di avere o non avere figli può essere frutto anche di situazioni dolorose; oppure, può non essere proprio stata una scelta.
Infine, si è padroni dei cani mentre non si è proprietari dei figli, si è genitori: due cose molto diverse, che non sono minimamente da assimilare come fa chi si pone come “mamma” o “papà” di fronte a un quadrupede, ma nemmeno da contrapporre come di fatto fa il sindaco di San Giorgio. Proprio perché si tratta di due sfere completamente diverse, dunque non paragonabili.







