Milano, 2 giugno 2026 – Un tesoretto da oltre 215 milioni per onlus, ricerca, enti locali, associazioni sportive. A tanto ammonta il 5 per mille 2025 in Lombardia, strumento di sussidiarietà fiscale che permette ai cittadini di destinare una quota dell’imposta Irpef a enti del terzo settore e progetti di utilità sociale.

A vent’anni dalla sua introduzione, sono in costante crescita i contribuenti che scelgono di destinarlo, con l’effetto che ormai da qualche anno viene sistematicamente superato il tetto previsto dalla legge, oltre il quale i fondi che i cittadini vorrebbero dedicare a onlus, mondo della ricerca, associazioni sportive, in realtà tornano allo Stato.

Il confronto europeo

Nel 2024, secondo l’osservatorio Assif (Associazione italiana fundraiser), la quota eccedente ha toccato i 79 milioni di euro: di fatto, il valore reale di ogni firma è sceso da 5 a 4,3 per mille, e ogni ente ha dovuto considerare una mancata erogazione nell’ordine del 15%.

Il confronto europeo è eloquente: rispetto ad altri Paesi d’Europa che hanno un meccanismo di sussidiarietà fiscale simile al nostro 5 per mille, solo l’Italia mantiene un tetto rigido alla spesa per la destinazione del 5 per mille, tanto che l’Osservatorio Assif chiede l’eliminazione del limite, oppure un meccanismo automatico di adeguamento alle scelte effettive dei contribuenti. Per il 2025 il tetto massimo erogabile è passato da 525 a 610 milioni di euro, ma si stima già che sarà sforato anche quest’anno, visto l’incremento delle destinazioni. La Lombardia, da sola, concorre a un terzo, con oltre 215 milioni di euro.