Finalmente qualcuno centra il punto. Per limitare i danni potenzialmente devastanti che produce la dipendenza dall’uso del telefono cellulare non basta proibirli ai più piccoli, limitare l’accesso ai social, sequestrarli nelle scuole: bisogna che smettiamo di usarli noi, gli adulti. Che li posiamo almeno qualche ora al giorno, specie quando stiamo con i bambini. Nessuno viene al mondo con il telefono incorporato, difatti, e nessun neonato ha idea di che cosa sia un cellulare. Imparano vedendo il mondo com’è, dagli adulti.
«Oggi non puoi venire a fare i compiti da me perché mamma ha una diretta su Instagram e non deve essere disturbata», dice la seienne a mia nipote. La bambina non ha il telefono, naturalmente. È la mamma che ce l’ha e non se lo scolla dall’orecchio — non si toglie le cuffie — neppure quando viene a prenderla a scuola.
L’agenzia per la salute pubblica svedese ha divulgato le linee guida sull’uso dei cellulari da parte dei genitori quando sono in presenza dei figli. Ha svolto difatti una lunga ricerca che mostra una forte correlazione tra «la salute dei più piccoli e il tempo che i genitori trascorrono davanti al telefonino mentre si trovano insieme a loro. È emerso che usare lo smartphone influisce negativamente sulle interazioni e che i figli di quei genitori che utilizzano molto il cellulare tenderanno a fare la stessa cosa». Ma pensa te, chi l’avrebbe detto.








