Partendo da Pratovecchio e lasciandosi alle spalle la vallata e il sole pieno di fine maggio, si raggiunge il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, in località Vallolmo. Attraverso una strada tutta tornanti e salite, ci si immerge in distese di castagni che, via via a salire, lasciano il posto a faggi, aceri e abeti bianchi, fino ad arrivare ai piedi della riserva integrale, patrimonio dell’Unesco. Qui la pianista di fama mondiale Gloria Campaner ha intonato melodie che parlano al vento, alle foglie, ai tronchi secolari. Un omaggio agli alberi, un inno che è ringraziamento, gratitudine, preghiera. E forse un gesto di restituzione verso la Natura, dalla quale abbiamo preso molto più di quanto abbiamo dato. “L’idea è stata quella di rendere il bosco protagonista, facendolo diventare spettatore, per ribadire che è al centro delle nostre attenzioni e della nostra cura”, dichiara Andrea Gennai, direttore del parco. “Abbiamo voluto riconoscerlo come soggetto, un ecosistema complesso in cui alberi, animali, funghi sono legati da relazioni infinite, a noi spesso sconosciute”.
Il grande evento nella valle
Un concerto unico nel suo genere, senza platea né applausi, che costituisce una sorta di prologo all’ottava edizione di Naturalmente Pianoforte, festival organizzato dall’associazione Pratoveteri, che quest’anno si terrà dal 15 al 19 luglio, guidato dal tema Nessun genere di confine, coinvolgendo l’intera valle. Imponenti i numeri della manifestazione: 10 Comuni, 50 location, 100 pianoforti, 130 pianisti, 240 ore di musica, che spazia dalla classica al jazz, dalla canzone d’autore alle sperimentazioni contemporanee. Tra gli ospiti più attesi, Renzo Rubino, Elio, Sara Jane Morris e l’orchestra Oida di Arezzo diretta da Manuel Tevar. Palcoscenici diffusi, con esibizioni in antiche pievi, abbazie, borghi medievali, spazi immersi nel verde in cui, oltre alla musica, trovano posto anche altre forme d’arte, come fotografia, letteratura, fumetto, nel segno della trasversalità. “Il nostro obiettivo è coniugare cultura e territorio, promuovendo lo slow tourism”, afferma Simone Maglioni, presidente dell’associazione.
















