La «Milk economy» in Italia ha raggiunto il valore di 31 miliardi di euro, un patrimonio di eccellenza e biodiversità dal quale nascono i formaggi Made in Italy più apprezzati sui mercati mondiali, dove nel giro di un decennio le esportazioni sono quasi raddoppiate in quantità. È l'analisi di Coldiretti, su dati Istat e Ismea diffusa, in occasione della Giornata mondiale del latte, indetta dalla Fao, che si celebra ogni 1° giugno dal 2001.
Nonostante tensioni internazionali e guerre commerciali, sottolinea la confederazione, le esportazioni di formaggi tricolori hanno raggiunto nel 2025 il record storico, con quasi 680 milioni di chili, con una crescita del 90% in appena un decennio. A guidare la classifica degli appassionati di formaggi Made in Italy sono Germania, Francia e Regno Unito, mentre fuori dall’Europa sono gli Stati Uniti il principale mercato, con le Dop (denominazioni di origine), dal Parmigiano al Grana, dal Gorgonzola al Pecorino, dal Taleggio al Provolone, che rappresentano più del 40% del totale dei consumi nel mondo. E ciò nonostante un’industria dei falsi sempre più fiorente, che "copia» esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago, dal parmesan al romano ottenuto però senza latte di pecora».








