“Non conoscevo quest’usanza malsana di accendere i fuochi d’artificio. Stavolta ci sono state conseguenze: è stata iella”, il commento del comandante della locale di Roma De Sclavis.

I cavalli ripresi dopo la fuga, da TikTok.

"Un'usanza malsana che non conoscevo", ha dichiarato il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Mario De Sclavis durante un punto stampa alla vigilia della Festa della Repubblica per commentare la fuga dei cavalli in via Cristoforo Colombo dopo lo scoppio di alcuni fuochi d'artificio.

"L'esplosione dei fuochi d'artificio che ha fatto imbizzarrire i cavalli in fuga sulla via Cristoforo Colombo tra venerdì e sabato è stato un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano di appartenenti al corpo e non è mai avvenuto nulla – spiega il comandante De Sclavis – Purtroppo stavolta ci sono state conseguenze". E chi ha compiuto questo gesto, deve assumersi le proprie responsabilità: nella giornata di domani 2 giugno saranno quattro le unità che non sfileranno alla parata in occasione della Festa della Repubblica. I quattro agenti, inoltre, saranno sospesi dai servizi operativi. Cosa è successo prima della fuga dei cavalli: i botti e i festeggiamenti "Lo hanno fatto con ingenuità, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto. Questa usanza va avanti da anni, c'è qualche plotone che spara i fuochi durante le prove. I fuochi non sono stati sottratti da alcun sequestro, sono fuochi di una libera batteria, acquistati, durati solo alcuni secondi. Sono tutti ragazzi che vivono insieme per un mese, fanno le prove e la sera della fine delle prove festeggiano questo periodo con un momento conviviale, da qualche anno è stato aggiunto lo sparo dei botti, è una malsana usanza", sottolinea ancora.