Lunedì l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina ai Guardiani della rivoluzione, la più importante forza militare dell’Iran, ha detto che l’Iran ha sospeso i negoziati con gli Stati Uniti per via dell’avanzata israeliana in Libano, nonostante il cessate il fuoco in vigore da metà aprile. In questi giorni infatti Israele ha ripreso le operazioni di terra in Libano, avanzando sempre più a nord, fino a conquistare il forte di Beaufort, in una zona con le sue incursioni non arrivava dal 2000. L’Iran ha anche minacciato di richiudere completamente lo stretto di Hormuz, dove nelle ultime tre settimane gli Stati Uniti avevano guidato il passaggio di circa 70 navi.

La notizia è stata comunicata poche ore dopo che i Guardiani della rivoluzione avevano detto di aver colpito una base statunitense in Kuwait, in risposta ai bombardamenti statunitensi nel sud dell’Iran. I recenti attacchi reciproci tra Iran e Stati Uniti, seppur meno intensi di quelli degli scorsi mesi, stanno complicando ulteriormente i negoziati, che sono in stallo da settimane.

Al momento non ci sono state conferme ufficiali né da parte dell’Iran né dagli Stati Uniti. Le due parti si stanno scambiando bozze di un accordo che nell’immediato non porterebbe alla fine della guerra, ma le impegnerebbe a fare altri negoziati, lasciando in sospeso le questioni più importanti, a partire dal nucleare. Da giorni il presidente statunitense Donald Trump sostiene di essere molto vicino a un accordo, ma anche questo fine settimana si è concluso con un nulla di fatto, dopo che lo stesso Trump aveva creato grosse aspettative.