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Le forze di sicurezza iraniane hanno detto di aver richiuso lo stretto di Hormuz dopo i bombardamenti israeliani di sabato mattina sul Libano. Lo stretto era stato brevemente riaperto nei giorni scorsi, dopo il raggiungimento del vago memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran che dovrebbe mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Il traffico era lievemente aumentato da allora, ma non aveva mai raggiunto i livelli precedenti alla guerra.
Al momento non è chiaro come sia la situazione. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha sostenuto che «non ci siano prove» che lo stretto sia stato richiuso. Finora l’Iran però è sempre riuscito a mantenere il controllo sul passaggio attraverso i Guardiani della Rivoluzione, la sua forza armata più potente, i quali hanno ribadito che dal momento della chiusura la sicurezza delle navi che dovessero tentare di attraversarlo è a rischio.
Sabato mattina secondo il Comando interforze in Medio Oriente statunitense erano transitate dal passaggio 55 navi mercantili: prima della guerra ne transitavano tra le 100 e le 140 al giorno. La maggior parte degli armatori è incerta nel tentare la traversata proprio perché la situazione è molto volatile e cambia rapidamente, e il rischio di subire attacchi è concreto. A questo si aggiungono problematiche tecniche e organizzative, per cui era già chiaro che, anche in una situazione chiara e stabile, ci sarebbe voluto un po’ per far ripartire il traffico.











