Il cormorano torna al centro dello scontro in Europa. Dieci Paesi chiedono di ridurne la protezione e ampliare gli abbattimenti per tutelare pesca e acquacoltura, ma la specie aveva già rischiato l’estinzione

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La richiesta dei dieci Paesi europeiIl fronte contrario “Non è una soluzione”Non è così che si risolve il problema

Per decenni il cormorano è stato uno dei simboli della fauna europea minacciata dall’uomo. Tra caccia intensiva, inquinamento e pesticidi, negli anni Settanta questa specie era arrivata a un passo dalla scomparsa in molte aree del continente. La situazione cambiò nel 1979 con l’introduzione della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, uno dei primi grandi strumenti di tutela della biodiversità.

Da allora la popolazione del cormorano ha registrato una crescita costante. Secondo le stime riportate nel dibattito europeo, si è passati da meno di 50mila individui a quasi 2 milioni di esemplari distribuiti tra laghi, fiumi, zone costiere e aree umide. Un successo conservazionistico che oggi, paradossalmente, è diventato il motivo di una nuova controversia.