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Il vescovo Nazzareno Marconi

Macerata, 1 giugno 2026 – “Rispetto alla concitazione elettorale di queste ore sono molte le sollecitazioni giunte in buona fede per avere un mio commento. Altre di diverso tenore, che respingo, provano a spiegare quanto siano giuste le posizioni di una parte o di un’altra”. Inizia così il commento del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi. Nel suo intervento non si schiera, ovviamente, con nessuno dei due candidati al ballottaggio, Sandro Parcaroli e Gianlica Tittarelli. Ma dice perché è importante andare a votare. Parla anche della sua nostalgia per la politica di un tempo. “Vorrei rassicurare, il vescovo non ha molte idee, ma quelle poche le ha chiare e sono quelle che ripete da sempre – scrive monsignor Marconi -. Se possono essere utili a far riemergere il buon senso, le ripropongo. La prima è di sostenere le persone ad esprimere la loro opinione sempre con rispetto reciproco e con il voto. Un’indagine mi ha fatto pensare: sarebbero più le persone che commentano e criticano sui social i vari politici, spesso semplicemente con un pollice in giù o un epiteto, di quelle che poi vanno effettivamente a votare. Ho sempre detto e continuo a dire che: per la buona salute della democrazia bisogna combattere in ogni modo l’astensionismo. Chi non va a votare è colpevole, almeno in parte, delle scelte sbagliate che altri fanno al posto suo. La seconda cosa che ho sempre ribadito è che: i cristiani hanno una coscienza che va rispettata e io per primo la rispetto. Non ho mai detto, né mai dirò: "Vota per questo, vota per quest’altro". Ma dirò sempre: “Guarda cosa dicono e soprattutto cosa fanno e hanno fatto le persone che si presentano per essere votate e chiediti se le loro idee e le loro azioni corrispondono a quei valori che ci ha insegnato il Vangelo e ha ribadito il Papa anche nella sua ultima Enciclica”. Il rispetto della vita, dell’onestà, del lavoro, della comunicazione veritiera, la cura dei più deboli, della famiglia, dei piccoli e degli anziani, insieme al rifiuto della violenza in ogni sua forma, da quella più leggera che è l’insulto, a quella più grave che è la guerra”. L’ultima Enciclica di Papa Leone XIV è “Magnifica Humanitas”, pubblicata il 15 maggio, affronta il tema cruciale della custodia della persona umana nell'era dell’intelligenza artificiale. “Apprezzate, poi, soprattutto, le persone che si dimostrano disinteressate nei fatti e desiderose di fare il bene, piuttosto che quelle che mirano ad avere potere o ricchezza, ad apparire ed ottenere l’applauso delle folle – aggiunge il vescovo -. Infine, personalmente, venendo ormai dalla generazione di chi ha più di sessant’anni, rimpiango tanto un mondo della politica in cui non si agiva attaccando e criticando di continuo, ma ragionando, proponendo e cercando di spiegare le situazioni, facendo promesse concrete ed economicamente possibili. Era una politica ragionevole, pacata e educata, di cui abbiamo ancora tanto bisogno”.