Bologna, 1 giugno 2026 – L’allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sul possibile ritorno dell’inflazione fino al 6% non riguarda soltanto il carrello della spesa. Il settore delle costruzioni e, di conseguenza, il mercato immobiliare rischiano di assorbire in modo permanente questi rincari.

L’analisi: gli aumenti dei costi edilizi non si riassorbono dopo la crisi energetica

Semplificando, l’analisi di Fondazione B.Live mostra come i costi edilizi incorporino mediamente l’11% degli aumenti dei beni energetici. La crisi energetica del 2022 ha determinato incrementi dei costi di costruzione compresi tra il 21% e il 23%, aumenti che non si riassorbono terminata la fase emergenziale, ma si consolidano lungo l’intera filiera, dall’acciaio ai trasporti, fino ai materiali.

Ristrutturare? Arriva a costare 1.300 euro al metro quadro

Oggi l’attività di demolizione e ricostruzione costa mediamente 2.200 euro al metro quadrato, mentre la ristrutturazione profonda arriva ai 1.300 euro al metro quadrato. Con l’inflazione che ritorna a crescere, questi costi rischiano di aumentare ulteriormente, producendo un effetto sempre più divisivo.