Sting ha rilasciato un’intervista al Guardian nella quale collega in modo diretto la scomparsa del lavoro operaio alla crescita della mascolinità tossica. Il cantante dei Police, 74 anni, ha dichiarato alcuni giorni fa che il declino del lavoro industriale in Gran Bretagna avrebbe privato gli uomini di uno sbocco fondamentale per la loro energia fisica, lasciandola senza direzione. L’occasione dell’intervista è l’annuncio del suo musical The Last Ship, in arrivo al Theatre Royal Drury Lane di Londra dal 22 settembre al 3 ottobre 2026. Uno spettacolo autobiografico ispirato alla sua infanzia nella città navale di Wallsend, nel nord-est dell’Inghilterra, e al rapporto con il padre Ernest Sumner, operaio del cantiere.

Sting e la mascolinità tossica: «Gli uomini hanno perso la direzione per la loro energia»

«Lavoro con le mani ogni giorno come musicista, e sono fortunato», ha detto Sting al Guardian. «Per gli uomini moderni è una cosa rara usare davvero le mani e la propria forza fisica per fare qualcosa. Abbiamo perso qualcosa».

Il cantante non si ferma qui. La sua teoria è tanto semplice quanto spiazzante: la mascolinità tossica potrebbe essere in parte figlia della deindustrializzazione. «Non ho risposte certe», ha ammesso con onestà, «ma forse la tossicità nella società attuale è il risultato del fatto che abbiamo perso quella direzione per la nostra energia, quella forza maschile. È raro che dobbiamo usarla».