La mappa dei disagi interni alla coalizione che verrà. Grane per Magi (+Europa). Rifondazione spaccata
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Più che un campo largo sembra il ritorno dell'Unione, una coalizione che accoglie tutto e tutto il suo contrario e dove tutti litigano tra loro, anche all'interno degli stessi partiti che la compongono.Il caso più eclatante è +Europa in cui il segretario Riccardo Magi è stato messo in minoranza, ma si rifiuta di concedere il voto per il nuovo presidente dell'assemblea del partito e il congresso anticipato. I suoi oppositori, guidati dal presidente del partito Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova, nei giorni scorsi, hanno temporaneamente occupato la sede del partito per chiedere il ripristino delle regole statutarie. È chiaro che in gioco c'è anche la collocazione del partito che, diversamente da alcuni suoi alleati del campo largo, non ha una linea spiccatamente ProPal. In vista delle Politiche del prossimo anno c'è anche l'esigenza di intercettare il voto di estrema sinistra della cosiddetta "generazione Gaza" e, in questo caso, potrebbe venire in soccorso Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati la cui candidatura è contesa da M5S e da "Schierarsi", l'associazione dell'ex grillino Alessandro Di Battista a cui potrebbero aderire anche le ex prime cittadine Virginia Raggi e Chiara Appendino. Quest'ultima, poi, ha recentemente espresso dubbi sull'alleanza con Matteo Renzi: "Come posso avere ha detto al Fatto Quotidiano come compagno di viaggio qualcuno che mi tradirebbe il giorno dopo del voto?". Certo, anche Avs sarebbe ben lieta di candidare la pasionaria Albanese, ma presentare delle figure mediatiche non hanno sempre portato bene al duo Bonelli-Fratoianni. Basti pensare al boomerang Aboubakar Soumahoro. Sempre a sinistra c'è il Partito di Rifondazione Comunista che è diviso al suo interno. Da una parte c'è il segretario Maurizio Acerbo che propone un'alleanza "tecnica" con il campo largo in funzione anti-Meloni, ma dall'altro lato c'è l'ex ministro Paolo Ferrero che vede come fumo negli occhi un'alleanza col Pd e, perciò, ha depositato le firme per chiedere che siano gli iscritti a decidere.








