Una comunità che curi, accolga e ascolti «radicalmente». E che guardi al futuro senza rompere con la propria tradizione. È l’idea di Christian Greco, direttore del Museo egizio, dove ieri si è conclusa la “Future week” di Torino con un dialogo tra l’egittologo e il fondatore della kermesse Michele Franzese. Non solo parole, ma un progetto che trova forma anche nelle prossime iniziative del polo di via Accademia delle scienze. Come, per esempio, la serata “Io sono benvenuto”, che quest’anno tornerà all’Egizio il 20 giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Ingresso gratis di sera, eventi, storie e musica in un museo «un po’ di tutti, dove la cultura diventa frammenti di storia del passato, perché non si può costruire il futuro senza memoria», è il progetto di Greco. Un passato, appunto, con cui il futuro «non può rompere». Soprattutto all’interno di una cornice come quella della seconda edizione torinese della “Future week” (la quarta su scala nazionale) organizzata da Scai comunicazione. Nell’ultima settimana l’evento ha portato in città quasi 300 occasioni d’incontro e attività su imprese del futuro, intelligenza artificiale e tecnologia. Il tutto mescolato a musica, arte e gastronomia, con uno sguardo in avanti che, secondo Greco, non può lasciare indietro conoscenza, dialogo e inclusione. Concetti alla base dell’impostazione che il direttore vuole continuare a dare al museo, anche per rafforzarne il legame con Torino. «Quando dicevo ai torinesi che ero direttore del Museo Egizio, mi rispondevano che loro c’erano stati una volta in quarta elementare - dice Greco - era un luogo in cui si veniva “deportati”. Ora vorrei che il 100% dei cittadini venisse qui». Come? Tramite conferenze, dibattiti, sale rinnovate, eventi. Dalla prossima primavera il museo aprirà una piazza, da cui si potrà accedere anche a un giardino, a una sala immersiva digitale e a quella che illustra la storia del polo culturale. Intanto, però, fuori dal museo sono tornati a vendere gadget i commercianti abusivi. Un problema che sembrava risolto ora ricompare. Stando a Greco, le interlocuzioni con la Città sarebbero costanti: «Ci devono essere regole che vanno rispettate».