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“Tanto tuonó che piovve. Finalmente, nonostante gli indecenti tentativi di celare i fatti e nascondere la pura verità, emerge in maniera lampante ed incontrovertibile, come da noi denunciato da lunghissimo tempo, il concreto rischio che il porto di Tremestieri si trasformi nell’ennesima incompiuta del nostro territorio. Registriamo, infatti, che nel mentre mancano 7 milioni di euro del ministero delle infrastrutture per concludere, come da capitolato (visto e rivisto), l’appalto del porto di Tremestieri, contestualmente si prevede un’ulteriore carenza finanziaria pari a 6,6 milioni di euro legata all’aumento dei prezzi delle materie prime. Pertanto, per l’immensa gioia di coloro i quali lavorano quotidianamente per affossare il completamento del porto di Tremestieri, il deficit complessivo é di 13,6 milioni di euro. Si tratta di numeri importanti che non possono diventare un alibi poiché necessitano una terapia d’urto straordinaria concertata tra tutti gli attori coinvolti per evitare un epilogo nefasto” lo ha affermato Ivan Tripodi, segretario generale UIL Messina.

L'atto d'accusa al commissario Di Sarcina e l'appello al sindaco Basile

“Uno degli aspetti urticanti di questa vicenda riguarda il comportamento del commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri Francesco Di Sarcina, il quale, anche per il primario ruolo istituzionale ricoperto, avrebbe dovuto comunicare alla città e ai messinesi il reale stato finanziario dell’appalto di un’opera fondamentale per il futuro del nostro territorio. Come noto, tutt’altro è stato il comportamento del commissario Di Sarcina, il quale, tentando puerilmente di nascondersi dalle sue dirette ed esclusive responsabilità, ha brillato per un assordante silenzio che rappresenta un dileggio anche alle Istituzioni che lo hanno nominato commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri, nonché commissario e presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale.Siamo di fronte ad un bivio: un impegno corale finalizzato a trovare le resources e concludere l’opera oppure l’apocalisse dell’incompiuta. È lo scenario peggiore che, però, come Uil abbiamo paventato ben consci dello stato dei lavori. Invitiamo, pertanto, il sindaco Federico Basile, nella qualità di committente dell’opera e nelle more delle attività connesse all’insediamento a Palazzo Zanca, a riconvocare rapidamente il tavolo istituzionale permanente che si riunì e costituí il lontano 19 gennaio scorso. É indispensabile che ognuno esca allo scoperto e dica, con i fatti, da che parte sta: con Messina e il suo futuro o con i nemici della città che tramano per demolire la prospettiva infrastrutturale rappresentata dal porto di Tremestieri. Certamente, noi non ci fermeremo e non ci faremo zittire da nessuno” ha così concluso Ivan Tripodi.