Oggi gioca da favorito gli ottavi di finale del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, il “giustiziere” di Sinner, ma dietro la rinascita di Matteo Berrettini c’è “tanto lavoro dietro”, come ha lui stesso dichiarato dopo la vittoria in cinque set (in più di cinque ore) contro Francisco Comesana al terzo turno. Una vittoria significherebbe eguagliare il suo miglior risultato nello Slam parigino: i quarti di finale già ottenuti nel 2021.

La svolta di Berrettini in questi mesi ha però radici nel 2021, alla Laver Cup, quando conosce Thomas Enqvist, suo attuale allenatore. “Stiamo lavorando tanto sul fatto di riportare buone energie in campo – ha ammesso Berrettini – di pensare positivo, di avere tanta fiducia nel mio tennis, in quello che ho fatto, in quello che farò e in quello che faccio”, ha spiegato il tennista italiano, che negli ultimi tempi – più che negli anni passati – ci tiene sempre a valorizzare l’importanza del suo team e della sua famiglia.

“Thomas mi ha dato la fiducia che mi mancava. Tutti i giorni mi dice che sono uno dei giocatori più forti del mondo e non lo fa per caso, ma perché lo vede: vede la qualità della palla, il servizio quando sto bene, vede che sono forte. Non do per scontato che questo arrivi da una persona che è con me da poco”, ha proseguito il tennista azzurro, che nel 2021 ha anche raggiunto una finale a Wimbledon.