Con un’intensità incredibile, il tennista romano si regala gli ottavi di finale al Roland Garros: ecco com’è andata e le parole di Matteo dopo la vittoria sull’argentino
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
È tornato “The Hammer”: Matteo Berrettini sconfigge l’argentino Francisco Comesana in una gara epica per durata e intensità, oltre cinque ore di gioco, conclusa soltanto con il super tie-break (15-13) al quinto set. 7-6, 5-7, 6-7, 6-4, 7-6 il punteggio finale. Quasi in lacrime, il tennista romano alza le braccia al cielo e vola così agli ottavi di finale. Una gara monumentale, giocata spesso punto a punto e decisa davvero per poco ma l’ha spuntata l’azzurro che dopo tante sofferenze dovute ai continui infortuni (e relative ricadute) continua a sognare sotto il cielo di Parigi.Le parole di MatteoIntervistato appena al termine della gara a bordo campo, gli è stato ricordato che questo è il suo primo Roland Garros dopo 5 anni. “Cos’hai nella testa?”, chiede l’intervistatrice. “Non lo so, sono così contento ma stanco e grato per questa squadra incredibile. Grazie al pubblico incredibile che mi ha sostenuto, in queste condizioni con umidità, caldo e sole siamo riusciti ad andare in fondo a questa partita grazie a voi”.Our longest match this year (so far) got quite the emotional ending #RolandGarros pic.twitter.com/uJOXdmvs8q— Roland-Garros (@rolandgarros) May 30, 2026La sfida più grande, come detto, nel super tie-break. “Francisco ha giocato una partita incredibile, credo che forse avrà sbagliato due palle in cinque ore. Ho dovuto trovare la strada per vincere questa gara, il super tie-break sembrava non finire mai. Sono così contento che adesso voglio riposarmi e godermi questa vittoria”. Il lavoro è stato duro e lo sottolinea, giustamente, Berrettini. “Non mi aspettavo di arrivare fin qui, c’è tanto lavoro sia mentalmente che fisicamente per tornare a disputare questi match. Durante la partita mi sono detto che meritavo di essere qui, non posso che ringraziare la famiglia e tutti quelli che lavorano con me”.










