Il teatro come strumento di memoria, il corpo come archivio vivente, la poesia come filo che unisce passato e presente. Arriva al Teatro Vascello di Roma "Mi addentro in spazi conosciuti", spettacolo del Gruppo Teatro Grecam ispirato all'omonima raccolta poetica di Norberto Silva Itza, autore uruguaiano costretto all'esilio dalle dittature sudamericane degli anni Settanta.
La rappresentazione andrà in scena il 2 e il 3 giugno alle ore 21 in via Giacinto Carini, con la regia di Caterina Ferrara e Franco Testa e il coinvolgimento di ventuno attori non professionisti.
Un viaggio tra memoria, esilio e identità
Lo spettacolo nasce dalla raccolta poetica "Mi addentro in spazi conosciuti", pubblicata dalle Edizioni Grecam, e accompagna il pubblico in un percorso che attraversa luoghi, ricordi e ferite ancora aperte.
I versi di Silva Itza raccontano una vita segnata dall'esilio politico e dalla repressione, ma anche dalla ricerca continua di appartenenza e libertà. Sullo sfondo scorrono i paesaggi dell'America Latina, il Rio della Plata, la natura, le città e le persone travolte dai regimi autoritari che hanno segnato il continente nella seconda metà del Novecento.








