Per anni Nvidia è stata conosciuta soprattutto dagli appassionati di videogiochi e dai professionisti della grafica per le sue GPU, le Graphics Processing Unit, cioè i processori specializzati nell’elaborazione grafica. Da qualche anno, però, l’azienda californiana è diventata soprattutto la società che alimenta gran parte della corsa mondiale all’intelligenza artificiale, che su quei chip (chiamati Blackwell) si basa.
Alla grande fiera Computex di Taipei il gruppo guidato da Jensen Huang, accolto all’esterno e all’interno del Tapiei Music Center per la conferenza annuale GTC ha mostrato, insieme a molte altre novità un nuovo tassello di questa strategia: RTX Spark, un superchip destinato ai laptop e ai personal computer sfida direttamente Intel e Apple: promette infatti di portare capacità avanzate di IA direttamente sulle macchine degli utenti, senza dipendere esclusivamente dal cloud per accedere a certi servizi. L’idea è semplice ma ambiziosa: il computer personale non come terminale che invia richieste a servizi remoti ma come dispositivo capace di eseguire localmente modelli di intelligenza artificiale sofisticati (e non solo parti di quelle operazioni, come accade sugli smartphone più potenti) e soprattutto nuovi “agenti”. Di fatto, è la piattaforma Blackwell ancora più sottile e adattata ai PC.












