Caricamento player
Funzionari statunitensi rimasti anonimi hanno detto al New York Times che nelle ultime tre settimane le forze armate statunitensi hanno guidato a distanza il passaggio di circa 70 navi nello stretto di Hormuz. È un flusso molto inferiore rispetto a prima della guerra, quando dallo stretto passavano tra le 130 e le 140 navi al giorno, che trasportavano un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto: la situazione è quindi ancora molto precaria, con gravi conseguenze per il mercato globale dell’energia.
Secondo i funzionari sentiti dal New York Times, le 70 navi scortate dagli Stati Uniti sono transitate in entrambe le direzioni: dal golfo dell’Oman (a est dello stretto) al golfo Persico, e viceversa. Il loro passaggio indica che i Guardiani della rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran e quella che sta gestendo il blocco, potrebbero non controllare tutto il passaggio. Secondo i funzionari le navi hanno seguito una rotta lontana dalle coste iraniane, più rischiose, e probabilmente vicino a quelle dell’Oman (paese che intanto sta trattando con il regime iraniano per coordinare la riscossione di un pedaggio).
Le navi avevano i transponder spenti, per evitare di essere tracciate e ridurre i rischi di essere fermate o attaccate dall’Iran. Per questo è impossibile verificarne il percorso. I Guardiani della rivoluzione esercitano comunque un controllo efficace sulla maggior parte delle rotte, tanto che il commercio è sostanzialmente bloccato dall’inizio della guerra.








