Il castello di Beaufort, noto anche come Belfort in Europa, Qal'at al-Shaqif in arabo o Mivtsar haBofor in ebraico, è tornato a essere l'epicentro geopolitico e militare del Medio Oriente, esattamente come in tutti i 900 anni della sua storia. Nelle scorse ore, nel corso delle operazioni militari in Libano del 2026, le Forze di Difesa Israeliane, specificatamente quelle della Prima Brigata di Fanteria Golani, hanno espugnato la storica fortezza situata nel Governatorato di Nabatiye, ammainando il vessillo di Hezbollah che svettava sulla sommità dalla prima metà degli anni Duemila e piantandovi nuovamente la bandiera israeliana. Si tratta dell'ultimo, drammatico capitolo di un sito archeologico e militare che da quasi mille anni rappresenta una delle posizioni più ferocemente contese della Terra.
Arroccato a circa 700 metri d'altezza sopra il corso del fiume Leonte, a sud del villaggio di Arnoun, il castello domina visivamente gran parte del Libano meridionale e del nord di Israele. Una posizione difensiva e di osservazione formidabile che i crociati nel XII secolo battezzarono enfaticamente Bel Fort o Beau Fort, letteralmente "bella fortezza", mentre i popoli arabi lo chiamavano "castello dell'alta roccia", direttamente dal termine siriaco shqif arnoun.Dall'epopea dei Crociati alla furia di Saladino e dei Mamelucchi Nonostante gli storici ipotizzino l'esistenza di antiche strutture difensive precedenti a causa della sua incredibile centralità geografica, le prime notizie documentate risalgono al 1139, anno in cui le forze crociate, a cavallo tra la Prima Crociata del 1099 e la Seconda del 1147, conquistarono il sito. Re Folco d'Angiò del Regno di Gerusalemme, una roccaforte crociata feudale fondata subito dopo il termine della Prima Crociata, ne prese il controllo e lo affidò ai signori di Sidone, una delle più importanti baronie del regno, che ne avviarono la monumentale fortificazione.La pace, tuttavia, durò solo pochi decenni prima dell'inizio della Terza Crociata. Nel 1189 l'armata musulmana guidata dal leggendario sultano Saladino, che nel 1187 aveva conquistato il Regno di Gerusalemme a seguito della morte del Re Balduino IV detto "Il Re Lebbroso" avvenuta nel 1185, strinse d'assedio la roccaforte.Reginaldo di Sidone, comandante della guarnigione cristiana, tentò di ritardare l'avanzata nemica usando l'astuzia e l'inganno diplomatico. Ad aprile del 1189, dopo aver spazzato via le armate cristiane di Hattin, Saladino giunse immediatamente sotto le mura della roccaforte di Beaufort, allorché Reginaldo decise di giocare d'astuzia: scese direttamente nel campo di battaglia occupato dall'esercito musulmano e iniziò a conversare. Il signore di Sidone affermò di avere simpatie per l'Islam e che avrebbe ceduto il castello senza spargimenti di sangue nell'arco di tre mesi, affermando che avrebbe dovuto prima mettere al sicuro la sua famiglia dietro le mura di Tiro, allora città cristiana. Saladino gli credette e concesse la tregua, ma Reginaldo usò quei tre mesi per preparare la fortezza a un assedio, fattore che, una volta scoperto, fece infuriare il generale musulmano che lo catturò e lo torturò davanti alle mura del suo stesso castello. Nella primavera del 1190, Beaufort capitolò nelle mani di Saladino.I crociati, guidati da Teobaldo IV di Champagne, riuscirono a riprenderne il controllo cinquant'anni più tardi, nel 1240, grazie a un accordo diplomatico con l'allora signore di Damasco, as-Salih Ismail, che li vincolava in una possibile guerra contro il sultano d'Egitto as-Salih Ayyub, ultimo sovrano della casata Ayyubide. Vent'anni dopo, tuttavia, Giuliano de Grenier, signore di Sidone e nipote di Reginaldo lo vendette ai celebri Cavalieri Templari per via delle difficoltà economiche in cui vertevano i suoi possedimenti a seguito delle invasioni dei popoli Mongoli. L'era cristiana si chiuse definitivamente nel 1268, quando il sultano e generale mamelucco Rukn al-Din Baybars dichiarò "guerra totale" agli stati crociati ed espugnò la fortezza con un assalto sanguinoso.Secoli di declino: i terremoti e l'uso come ricovero di pecore Tra il XIV e il XVI secolo Beaufort, diventatone possedimento nel 1516 a seguito della battaglia di Marj Dabiq, visse un lungo periodo di relativa calma sotto il dominio dell'Impero Ottomano. All'inizio del XVII secolo, l'emiro druso Fakhr al-Din II decise di inserire lo snodo nella sua fitta rete di fortificazioni anti-ottomane. La mossa si rivelò fatale e la reazione dell'impero fu micidiale: nel 1616 gli Ottomani, guidati da Hafiz Ahmed Pascià, cinsero la fortezza in uno spietato assedio di 60 giorni consecutivi e lo sconfissero duramente. Per rappresaglia, ordinarono la demolizione della parte superiore del castello, al fine di impedirne un utilizzo in future ribellioni.Nel 1782, il governatore di San Giovanni d'Acri assediò nuovamente la struttura, espugnandola e smantellando gran parte delle mura superstiti. Il colpo di grazia alla struttura architettonica arrivò nel 1837, quando il devastante terremoto della Galilea rase al suolo intere sezioni della fortezza. Per quasi un secolo, i resti del castello di Beaufort persero la loro funzione bellica, venendo ridotti a una comune cava di pietra e a un ricovero notturno per i pastori e le loro pecore. Solo nel 1920, con l'inizio del mandato francese sul Libano, proseguito poi con l'indipendenza del Paese nel 1943, vennero avviati i primi storici lavori di restauro e conservazione archeologica.Il Novecento e il ritorno della guerra: dall'OLP a Hezbollah Con lo scoppio della guerra civile libanese nel 1976, la storia ha violentemente bussato alle porte di Beaufort. La fortezza è stata occupata militarmente dall'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), che sfruttò i suoi 700 metri di quota per installare batterie missilistiche e lanciare razzi contro il nord di Israele. Tra il 1976 e il 1981 le postazioni dei fedayn palestinesi vennero bombardate decine di volte dall'aviazione dello Stato ebraico.Il 6 giugno 1982, all'inizio della prima guerra del Libano, le IDF avviarono un massiccio bombardamento, conosciuto con il nome di Operazione Pace in Galilea, che culminò il giorno successivo, il 7 giugno, nella celebre e sanguinosa Battaglia del Beaufort, che inflisse gravissimi danni strutturali alle antiche mura crociate e sancì la caduta effettiva del dominio OLP sulla fortezza. Per ben diciotto anni, fino al 24 maggio del 2000, Israele trasformò il castello nella sua principale base d'osservazione avanzata nel sud del Libano. Durante questo lasso di tempo, i guerriglieri di Hezbollah, milizia di prossimità iraniana sciita, attaccarono costantemente il sito con mortai e razzi, danneggiandolo ulteriormente e costringendo l'esercito israeliano alla fuga. Prima di ritirarsi definitivamente nel 2000, le truppe israeliane effettuarono una parziale demolizione controllata delle proprie installazioni militari fisse per non lasciarle in mano al nemico. Dagli anni 2000 al 2024, il castello ha continuato ad avere una duplice funzione: quella di meta turistica e quella di fortezza sotteranea per le operazioni di Hezbollah nel sud del Libano. Oggi, a ventisei anni da quel ritiro e dopo essere stato pesantemente colpito dai raid aerei nel corso dell'operazione militare del 2026, il millenario castello di Beaufort torna a cambiare padrone, confermandosi, tra spade, cannoni e bombe, l'eterna e tragica "alta roccia" contesa del Medio Oriente.










