«L'Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e alcuni Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a "cinguettare" negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? Sedetevi e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene, come sempre». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, circa le trattative Washington-Teheran per la pace nel Golfo.
Nella controproposta americana al piano di pace, documento su cui Trump attende una risposta non prima di tre giorni, chiesti impegni su nucleare e uranio. Ma gli ayatollah avvertono: «Non ci fidiamo più delle promesse del nemico», e annunciano una nuova nave-mosquito che lancia missili Cruise fino a 700 chilometri.
Oggi all'alba missili e droni contro il Kuwait, mentre il CentCom Usa fa sapere di avere colpito nel weekend radar e siti di comando e controllo di droni iraniani. Di risposta Teheran precisa di avere «colpito e distrutto base Usa da cui partì un raid aereo».











