"Doveva denunciarlo tempo fa". Spuntano nuovi racconti in relazione al rapporto turbolento tra Vladimiro Lombardi, ora in stato di fermo, e Samanta Zironi, uccisa con un colpo di coltello. A parlare sono alcuni conoscenti. A Barco, lungo via Bentivoglio c’è poca voglia di parlare di quanto successo l’altra notte in via Gatti Casazza. "Non li conoscevamo, è una brutta storia e vogliamo starne fuori" dice qualcuno. "Una tragedia – spiegano tra i tavolini di un altro locale –, noi non li conoscevamo". Tutto così, nessun commento, mostrando ‘distacco’ nel sentire parlare di quanto successo. Al centro sociale ‘Il Barco’ ci sono alcune persone che stanno giocando a carte. I commenti sono telegrafici. "Abbiamo appreso la notizia dai media, non li conoscevamo anche perché non frequentavano il centro sociale, possiamo solo dire che ci dispiace molto quanto successo" dichiarano. Ma c’è chi si sbilancia di più, pur chiedendo l’anonimato. Un femminicidio "annunciato" secondo Carla, che conosceva bene la coppia. "Sono molto dispiaciuta e affranta per quanto successo, in più occasioni avevo detto a Samanta di lasciare quell’uomo. Era ossessivamente geloso. Una coppia che viveva in una condizione di fragilità socio-economica, lei negli ultimi anni praticamente non usciva quasi mai. Il marito non le faceva incontrare nessuno. Circa due anni fa mi raccontò che la minacciò con un coltello, quasi un presagio di quanto poi è successo".