Ha mantenuto la linea del silenzio Vladimiro Lombardi, il 52enne fermato dalla polizia perché indiziato del femminicidio della moglie, la cinquantenne Samanta Zironi. L’uomo è comparso ieri mattina in tribunale per l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice Sandra Lepore. Come già fatto nella giornata di sabato con il pubblico ministero Ombretta Volta, anche ieri ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’udienza si è dunque aperta e chiusa nel giro di pochi minuti. Al termine, il giudice si è riservato la decisione sull’eventuale misura cautelare. "Il mio assistito al momento è molto agitato" si è limitato a dichiarare a margine dell’udienza il difensore di Lombardi, l’avvocato Gianluca Paparella. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, Zironi è stata uccisa da un colpo di coltello al torace. Il corpo è stato trovato sul pavimento della camera da letto dell’appartamento in cui viveva la coppia, al civico 25 di via Gatti Casazza, al Barco. A dare l’allarme, tra le 3 e le 4 di sabato, è stato lo stesso Lombardi, riferendo però nell’immediatezza di averla trovata già morta. I vicini di casa hanno parlato di frequenti liti tra i due, alcune anche piuttosto animate. Non risultano tuttavia denunce formali per episodi di violenza domestica, anche se ci sarebbero stati alcuni interventi delle forze dell’ordine per riportare la calma tra quelle mura. A chiarire ogni dettaglio della vicenda saranno i prossimi passi dell’inchiesta.
Femminicidio al Barco, in aula. Uccisa con un colpo di coltello, il marito rimane ancora in silenzio
Anche davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere. Oggi presidio in piazza per Samanta















