Pavia. Bene i servizi per le persone anziane, più indietro le opportunità per i giovani e i bambini: questo il quadro che sembra emergere dall’ultima classifica sulla qualità della vita per fasce d’età nel territorio di Pavia, recentemente aggiornata dal Sole 24 Ore. Grazie in particolare all’offerta sanitaria di buon livello, la provincia è al 24esimo posto (su 107) nella classifica degli indicatori che monitorano la qualità della vita per la popolazione over 65. Ma pur guadagnando terreno, Pavia rimane in 34esima posizione nel listino dedicato alle opportunità per under 35, complice il prezzo (alto) degli affitti in rapporto al reddito e la scarsa offerta culturale. L’analisi Il quotidiano economico-finanziario ha utilizzato un pacchetto di indicatori di ambito sociale, sanitario ed economico per stimare la qualità di vita che una provincia è in grado di offrire: nel caso di Pavia, le persone over 65 (che sono circa un quarto della popolazione) sono quelle che godrebbero di buoni servizi, in particolare sul fronte delle cure. Lo si rileva in particolare sugli indicatori che misurano servizi sociosanitari del territorio: il Sole 24 Ore ha registrato come la quota di medici specialisti e geriatri in rapporto alla popolazione della provincia sia superiore alla media italiana, favorendo il piazzamento del nostro territorio che viene però penalizzato su altri fronti: i servizi commerciali di vicinato e per la persona sono tra questi. La classifica ha rilevato come, in rapporto alla popolazione, la percentuale di residenti che hanno la possibilità di raggiungere questi servizi con una passeggiata più breve di 15 minuti è leggermente meno della media nazionale. Un effetto, si potrebbe affermare, della desertificazione commerciale che riguarda molti territori. Diverso il caso dei servizi sanitari: il numero di posti letto in alta specialità più alto della media italiana – in rapporto alla popolazione – e l’ampia offerta delle Rsa, dove però si può aspettare parecchio prima del ricovero a causa delle liste d’attesa, hanno favorito Pavia. La spesa pubblica per l’assistenza domiciliare, invece, è ancora da migliorare. Buono, inoltre, l’importo medio delle pensioni di vecchiaia: 23mila euro, rispetto ai 21mila della media italiana. In provincia, va ricordato, ci sono 36mila anziani che sopravvivono con assegni intorno ai 600 euro. Più complessa la situazione per i giovani: la provincia risale di 46 posizioni rispetto al 2025 ma resta al 34esimo posto italiano. I buoni risultati sul fronte della disoccupazione giovanile (più contenuta della media italiana) e della partecipazione civile sono compensati da altri indicatori negativi. Tra questi c’è il costo degli affitti del capoluogo. Secondo la classifica, il 38.6 per cento dello stipendio viene fagocitato dal canone di locazione. Uno degli indicatori peggiori a livello italiano. Scarsa, inoltre, l’offerta culturale: i concerti e gli spettacoli organizzati ogni mille under 35 sono di gran lunga inferiori alla media nazionale (rispettivamente al 90esimo e al 64esimo posto tra le province) e anche l’indicatore che misura gli spazi per lo sport a disposizione dei residenti non brilla. Per i bambini Se gli indicatori sulla qualità della vita per le persone over 65 restituiscono un quadro nel complesso incoraggiante, la provincia di Pavia sprofonda in 78esima posizione sul fronte delle possibilità offerte a chi ha meno di 14 anni, con una retrocessione di 19 caselle rispetto all’edizione 2025 del Sole 24 ore. A incidere sul risultato concorrono diversi indicatori: il primo è la quantità di verde a disposizione dei piccoli residenti. Secondo il rapporto del quotidiano, infatti, la quantità di verde attrezzato nel Comune capoluogo e la presenza di giardini scolastici è inferiore alla media nazionale. Pesa, inoltre, il costo delle mense scolastiche sul reddito delle famiglie: se a livello italiano si tratta di una spesa che incide per il 3.7 per cento sul reddito, in provincia il dato sale al 4.1 per cento. A Pavia città, per esempio, è previsto un aumento dei prezzi della mensa scolastica (e alcune revisioni sulle fasce di contribuzione) che entrerà in vigore con il nuovo anno scolastico. Il Sole 24 Ore rileva inoltre un basso stanziamento (a paragone con altre province) dei fondi Pnrr destinati al potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, e una spesa sociale per famiglie e minori ben più bassa di quella che, in media, si registra a livello nazionale. In linea con il resto d’Italia la percentuale di posti in asili nido, con un indice di copertura del 36 per cento (rispetto al 33 per cento nazionale). Ai vertici, invece, il numero di pediatri in servizio nella provincia, che si rivela una delle più sicure per i minori, il numero di delitti denunciati a danno dei minori è tra i più bassi in Italia.