Gli italiani sono ancora un popolo di risparmiatori ma, quando si tratta di pianificare davvero il proprio futuro previdenziale, emergono ancora incertezze, ritardi e scarsa conoscenza. È il quadro che emerge dall’osservatorio ’Gli italiani e la previdenza complementare’, realizzato dalla società di ricerca Swg per Satispay, l’app dedicata ai pagamenti digitali. Secondo i risultati dell’indagine, quasi la metà dei lavoratori continua a lasciare in azienda il Tfr, la quota di stipendio accantonata tradizionalmente per la liquidazione, che da tempo può essere destinata ai fondi pensione per costruirsi una rendita di scorta in vista della terza età.
Questa scelta di tenere in azienda il Tfr avviene non per una decisione ponderata ma prevalentemente per inerzia. Per questo Satispay ha lanciato un nuovo servizio di educazione previdenziale dedicato ai dipendenti delle aziende clienti per aiutarli a decidere meglio. Secondo l’indagine, infatti il 58% degli italiani si definisce "pianificatore", ma nella pratica molti nostri connazionali faticano a trasformare le intenzioni in decisioni concrete di lungo periodo. Quasi una persona su due vorrebbe infatti organizzare meglio il proprio futuro economico ma si sente già in ritardo o disorientata di fronte alla complessità del sistema previdenziale. A pesare è soprattutto il deficit informativo. Il 43% degli intervistati dichiara di non conoscere le nuove regole che entreranno in vigore nei prossimi mesi, mentre resta elevata la quota di lavoratori che non ha ancora maturato una reale consapevolezza sul funzionamento del Tfr e dei fondi pensione.








