Italiani, popolo di procastinatori in tema di fondi pensione. E’ quanto emerge dalla ricerca “Gli italiani e la previdenza integrativa” di Eumetra-Research Dogma commissionata da Anima Sgr: il 61% degli intervistati ha dichiarato di essere consapevole che il futuro previdenziale sarà difficile ma, allo stesso tempo, non si attiva per trovare soluzioni. E il 31% non ha mai pensato a qualche forma di previdenza integrativa.

«La previdenza complementare oggi diventa per le nuove generazioni una necessità - ha sottolineato Saverio Perissinotto, amministratore delegato e direttore generale di Anima, alla sua prima uscita pubblica dall’assunzione del nuovo incarico -. I nostri figli, i nostri nipoti hanno poche certezze da questo punto di vista, se non di dover lavorare più a lungo e di avere un tasso di sostituzione a livello pensionistico dell’ultima remunerazione che sarà di sicuro inferiore a quello che hanno avuto le generazioni attuali o le generazioni precedenti».

La ricerca e le novità sulla rendita

L’indagine è stata presentata nel corso del workshop annuale organizzato a Milano da Anima Sgr al Teatro Lirico Giorgio Gaber. Intervistati 1.022 italiani adulti bancarizzati; le rilevazioni delle risposte sono avvenute nel periodo 23 gennaio-3 febbraio 2026. Una ricerca che arriva in un momento di svolta per la previdenza integrativa visto che la legge di Stabilità ha introdotto una serie di modifiche per i fondi pensione in particolare per incentivare la scelta della rendita alla fine del periodo di lavoro.