PISOGNE (Brescia)Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche del giovane scomparso nel pomeriggio di ieri nelle acque dell’alto lago d’Iseo. Il corpo senza vita di un ragazzo di 19 anni - Chamekh Firas, tunisino richiedente asilo, ospite in una comunità a Darfo - è stato recuperato dai sommozzatori intorno alle 18.30, un’ora e mezza circa dopo il drammatico allarme. La tragedia si è consumata intorno alle 17 sul lungolago di Pisogne, in quel momento affollato da centinaia di bagnanti e passanti in cerca di refrigerio e relax. Secondo la prima ricostruzione la vittima stava trascorrendo la domenica insieme a un gruppo di coetanei. Il diciannovenne si sarebbe tuffato in acqua per un bagno ma, per cause ancora da accertare, è subito scomparso nel nulla senza più riemergere. I compagni e i testimoni presenti sulla spiaggia, accortisi immediatamente della gravità della situazione, hanno lanciato l’allarme.
La macchina dei soccorsi si è attivata tempestivamente: sul posto sono sopraggiunti i Vigili del fuoco, che hanno iniziato a scandagliare lo specchio d’acqua. Non è escluso che il ragazzo abbia avuto un malore a causa dello choc termico per la differenza di temperature tra l’acqua e l’ambiente esterno. I soccorritori, ieri, sono intervenuti anche a Canonica D’Adda, in provincia di Bergamo, dove un uomo di 58 anni è finito in una buca dell’Adda profonda 5 metri dopo un tuffo, sotto gli occhi della moglie, che non ha potuto fare nulla per aiutarlo. È stato recuperato una ventina di minuti dopo dai vigili del fuoco. L’uomo è stato rianimato e portato in ospedale a Bergamo in codice rosso. Le sue condizioni sono molto gravi.














