TEGLIO VENETO (VENEZIA) - Premere il pulsante che permette al basculante elettrico di aprirsi, in un garage saturo di gas. Tanto poco è bastato ieri mattina, attorno alle 8.40, a far scoppiare l’esplosione in cui ha perso la vita il 65enne Dario Vazzoler, nella sua casa di via Viola a Cintello di Teglio Veneto. Secondo le prime ricostruzioni, all’origine della tragedia ci sarebbe stata una bombola di gas difettosa o non perfettamente sigillata.
Il sessantacinquenne, la sera precedente aveva trascorso alcune ore in compagnia dei figli, delle nuore e dei nipoti, invitati a cena nella casa di famiglia. Per cucinare aveva utilizzato un barbecue collegato proprio ad una bombola di gpl ancora mezza piena, poi riposta nel garage una volta terminata la serata. Durante la notte il gas residuo avrebbe però continuato a fuoriuscire lentamente, saturando il locale. Ieri mattina, poco prima delle 8.45, Vazzoler sarebbe sceso al piano terra. Non è chiaro se avesse avvertito odore di gas o se, al contrario, non si fosse accorto di nulla. Di certo, nel momento in cui ha premuto il pulsante del basculante elettrico del garage, una scintilla avrebbe innescato la deflagrazione. IL BOATO Il boato è stato avvertito distintamente anche a chilometri di distanza, mentre l’onda d’urto ha fatto tremare le abitazioni vicine e mandato in frantumi alcune finestre della fabbrica adiacente. Il garage è stato completamente distrutto e parte della casa è collassata in pochi secondi. La forza dello scoppio ha catapultato il corpo del pensionato fino alla recinzione che delimita la proprietà, a circa una ventina di metri dal punto dell’esplosione. In casa, al momento della deflagrazione, si trovava anche la moglie Marisa Prior, rimasta miracolosamente illesa. La donna era al primo piano dell’abitazione, in una delle poche stanze non interessate dal crollo. A dare i primi soccorsi sono stati, assieme a lei, i vicini usciti in strada dopo aver sentito il boato. «Ho sentito un botto fortissimo e subito dopo le urla di Marisa che gridava aiuto», racconta Giovanni Favia, vicino di casa ed ex comandante della stazione dei carabinieri di Portogruaro, tra i primi a raggiungere l’abitazione. «Sono uscito sulla strada e ho visto che metà della casa di fronte non esisteva più: era soltanto un cumulo altissimo di macerie, una nube di polvere bianca e c’erano pezzi di inferriate, infissi, tende, cemento lungo tutta via Viola. Dario stava steso a terra, attaccato alla recinzione che delimita la proprietà, alla fine del giardino». Anche un residente che in quel momento stava transitando in auto lungo la via si è fermato immediatamente per prestare aiuto. «Ho telefonato al 118 – racconta – anche se ho capito immediatamente che per lui non c’era niente da fare». La moglie del sessantacinquenne ha raggiunto il marito pochi istanti dopo l’esplosione, trovandolo gravemente ferito e con evidenti ustioni sul corpo. L’uomo sarebbe morto prima ancora dell’arrivo dei soccorsi. I SOCCORSI Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Radiomobile di Portogruaro e della stazione di Villanova, i vigili del fuoco dei distaccamenti di Portogruaro e Mestre, il Suem 118 e la polizia locale. Le operazioni di soccorso e bonifica sono proseguite per oltre cinque ore, fino al primo pomeriggio, quando i militari dell’Arma hanno posto sotto sequestro l’intera proprietà. La morte di Dario Vazzoler ha profondamente colpito Teglio Veneto, dove il 65enne era conosciuto da tutti. Per anni aveva lavorato alla ex Cassa di Risparmio del paese e dopo il pensionamento aveva continuato a dedicarsi alla comunità, assumendo l’incarico di economo della parrocchia.










